Gli Strumenti dell’Antropolog*

Vi siete mai chiesti come noi antropolog* lavoriamo sul campo? Quali sono gli strumenti che ognuno di noi dovrebbe avere quando si approccia ad una nuova ricerca? Iniziamo a definire il campo: come illustra puntualmente Sofia, il campo di ricerca è un luogo delimitato sia spazialmente che temporalmente, il campo è la nostra “arena” di azione, dove la ricerca ha luogo. In che modo ci si prepara al campo? Quali sono gli strumenti – fisici e teorici – che ci accompagnano durante la ricerca?

Sicuramente prima di arrivare sul campo è necessario avere un’idea – almeno generale – di quello che vogliamo andare ad analizzare. Io trovo che lo stesso campo ci possa dare indicazioni sul nostro focus di ricerca e credo sia importante osservare il campo con la stessa attenzione con cui osserviamo ed ascoltiamo i nostri interlocutori, prestando attenzione anche a cose che non credevamo rilevanti e da cui potrebbero emergere questioni importanti ed innovative.

Photo by Liza Summer on Pexels.com

Ma quali sono gli strumenti che i ricercatori e le ricercatrici portano sul campo? La cosiddetta cassetta degli attrezzi. Cioè tutte le conoscenze pregresse acquisite nel tempo e i metodi che ognuno di noi decide di utilizzare durante la ricerca. Oltre agli strumenti teorici ci sono dei veri e propri strumenti fisici che accompagnano i ricercatori e le ricercatrici. Innanzi tutto carta e penna – o uno strumento qualsiasi per prendere appunti – sia che si stia conducendo un’esperienza di osservazione partecipante sia che si tratti di un’intervista sono degli strumenti fondamentali per condurre la nostra ricerca. I nostri appunti riguardo alla ricerca, i diari di campo, costituiscono una parte molto consistente della nostra esperienza; rappresentano un ottimo punto di partenza per l’analisi dei materiali raccolti durante il campo. Quando i diari di Malinowski furono resi pubblici, nel 1967, fecero molto scalpore, perché mettevano a nudo la figura del ricercatore, rendendo chiaro al pubblico che non è scontato e certo che il ricercatore o la ricercatrice si integrino perfettamente nel contesto di ricerca. Il titolo originale della pubblicazione “A Diary in the Strict Sense of the Term” (Giornale di un antropologo – 1967) è abbastanza esplicativo: i diari, pubblicati postumi, erano appunto i suoi diari personali, in cui l’autore annotava prime impressioni, emozioni e sentimenti riguardo a ciò che accadeva durante la sua ricerca e non solo e non erano pensati come un testo da rendere pubblico.

Non meno importante, specialmente se si stanno conducendo interviste o storie di vita, è l’uso di un registratore. Le interviste richiedono infatti una successiva sbobinatura1, ma è anche importante riascoltarle. Per quanto riguarda le interviste gli appunti e le registrazioni sono strettamente collegati: riascoltare un’intervista e riguardare gli appunti è un modo per fare mente locale, per ritornare al momento dell’intervista, per cogliere particolari che in un primo momento potrebbero esserci sfuggiti. Altri strumenti che ci possono accompagnare sul campo sono videocamere o macchine fotografiche. Ultima, ma non meno importante, è l’analisi di documenti precedenti alla nostra ricerca, sia prodotti da altr* ricercator*, sia documentazioni di ogni genere – orali, scritti, iconografici – prodotti dai nostri soggetti di ricerca.

Un’intervista con un sacco di attrezzatura. Di solito basta un semplice registratore.
Photo by cottonbro on Pexels.com

Quando si compie una ricerca sul campo è importante provare a liberarsi dei preconcetti che abbiamo su un determinato ambito: è un processo molto difficile, ma fondamentale per la riuscita della ricerca: in quanto antropolog* il nostro dovere è quello di non dare giudizi, di essere il più imparzial* possibile. Sebbene sia mediato dalla ricercatrice o dal ricercatore, l’obbiettivo di una ricerca antropologica è quello di far emergere lo sguardo del soggetto di ricerca.

Compiere una ricerca sul campo non è mai facile, soprattutto se è la nostra prima esperienza o se ci si trova in un campo che non abbiamo mai esplorato, nemmeno a livello teorico.

Avete mai fatto una ricerca sul campo? Come è stato il vostro “battesimo” da ricercator*? Fatecelo sapere nei commenti!

Veronica

Note:

1 Il processo di trascrizione della registrazione dell’intervista.

Per approfondire:

Cardano, M., G.L. Venturini & M. Manocchi (2011) Ricerche sociali. Un’introduzione alla metodologia
delle scienze sociali
, Carocci

Malinowski, B. (2016) Giornale di un Antropologo, Armando Editore

Rabinow, P. (2007) Reflections on Fieldwork in Morocco, University of California Press

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